22 November, 2012

:: Seaming album launch ::

Seaming's album, certainly isn’t an album for everyone.
She will be accompanied with a full live band at the Vortex in London tonight.





h 21.00
Vortex
Dalstone London

18 October, 2012

2012 Power100 per ArtReview

E' uscita la classifica dei più influenti nel mondo dell'arte secondo ArtReview . Ecco i 2012 Power100:

1. Carolyn Christov-Bakargiev
2. Larry Gagosian
3. Ai Weiwei
4. Iwan Wirth
5. David Zwirner
6. Gerhard Richter
7. Beatrix Ruf
8. Nicholas Serota
9. Glenn D. Lowry
10. Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones
11. Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani
12. Anton Vidokle, Julieta Aranda & Brian Kuan Wood (e-flux)
13. Cindy Sherman
14. Alain Seban & Alfred Pacquement
15. Adam D. Weinberg
16. Annette Schönholzer, Marc Spiegler & Magnus Renfrew
17. Marc Glimcher
18. Marian Goodman
19. Massimiliano Gioni
20. Jay Jopling
21. François Pinault
22. Klaus Biesenbach
23. Matthew Slotover & Amanda Sharp
24. Barbara Gladstone
25. RoseLee Goldberg
26. Eli & Edythe Broad
27. Patricia Phelps de Cisneros
28. Bernard Arnault
29. Nicholas Logsdail
30. Liam Gillick
31. Ann Philbin
32. Victor Pinchuk
33. Maja Hoffmann
34. Tim Blum & Jeff Poe
35. Marina Abramović
36. Dakis Joannou
37. Udo Kittelmann
38. Monika Sprüth & Philomene Magers
39. Matthew Marks
40. Gavin Brown
41. Damien Hirst
42. Rosemarie Trockel
43. Wolfgang Tillmans
44. Agnes Gund
45. Chus Martínez
46. Isa Genzken
47. Iwona Blazwick
48. Anne Pasternak
49. Sadie Coles
50. Daniel Buchholz
51. Toby Webster
52. Adam Szymczyk
53. James Lingwood & Michael Morris
54. William Wells & Yasser Gerab
55. Michael Ringier
56. Theaster Gates
57. Pussy Riot
58. Jeff Koons
59. Steve McQueen
60. Takashi Murakami
61. Boris Groys
62. Emmanuel Perrotin
63. Richard Chang
64. Tim Neuger & Burkhard Riemschneider
65. Slavoj Zizek
66. Thaddaeus Ropac
67. Chang Tsong-zung
68. Elena Filipovic
69. Tino Sehgal
70. Christian Boros & Karen Lohmann
71. Luisa Strina
72. Claire Hsu
73. José Kuri & Mónica Manzutto
74. Brett Gorvy & Amy Cappellazzo
75. Tobias Meyer & Cheyenne Westphal
76. Budi Tek
77. Walid Raad
78. Cuauhtémoc Medina
79. Massimo De Carlo
80. Bernardo Paz
81. Christine Tohme
82. Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo
83. John Baldessari
84. Sheikha Hoor Al-Qasimi
85. Dasha Zhukova
86. Vasif Kortun
87. Anita & Poju Zabludowicz
88. Candida Gertler
89. Gisela Capitain
90. Carol Greene
91. Franco Noero & Pierpaolo Falone
92. Jacques Rancière
93. Miuccia Prada
94. Maureen Paley
95. Don, Mera, Jason & Jennifer Rubell
96. Paul Chan
97. Victoria Miro
98. Adriano Pedrosa
99. Johann König
100. Gregor Podnar

05 October, 2012

Stracrepaccio BOOM


A Milano c'è un problema di spazi. Spazi per l'arte, spazi per la musica e spazi per stare insieme. La penuria strutturale di spazi espositivi fuori dai circuiti istituzionali e commerciali, a volte trova risposta in piccole iniziative di grande successo. Come per i temporary shop, periodicamente la trattoria il Carpaccio di via Lazzaro Palazzi, diventa per magia una pop up art gallery, con la semplice sostituzione di due lettere dell'insegna.
Spesso, nella storia, i ristoratori sono stati, ognuno a suo modo, dei mecenati. Chi offrendo un piatto caldo all'artista squattrinato e chi le pareti del ristorante per i quadri in vendita. Qui, quando il Carpaccio si trasforma in Crepaccio, una delle vetrine della trattoria viene concessa ai progetti, talvolta improvvisati, di giovani artisti emergenti  (sempre giovani e sempre emergenti), diventando uno spazio espositivo non convenzionale e passeggero.
La cosa suscita una certa curiosità, soprattutto perché si vocifera che l'iniziativa sia in realtà stata partorita dal figlio del titolare e da un suo amico, Maurizio Cattelan.
 

Stracrepaccio BOOOOOM


Mercoledì (3 ottobre) scorso sono stata allo Stracrepaccio. L'evento, curato da Marcello Maloberti, si è configurato come un blitz di 24 artisti che alternandosi e sovrapponendosi hanno allestito e smontato i loro lavori nell’arco di un'unica serata. Tra gli artisti coinvolti nella fugace messa in scena: 
Giorgia Accorsi, Cecile Andersen Hjelvik, Marco Basta, Gloria Carucci, Francesco Di Tillo, Ettore Favini, Christian Frosi, Paolo Gonzato, Alessandro Gori, Massimo Grimaldi, Alessandro Lenzolari, Francesco Locatelli, Giuseppe Locatelli, Saverio Magistri, Daniela Manzolli, Antonio Marras, Matteo Montagna,  Claudia Ponzi, Serena Porrati, Alessandro Zuek Simonetti, Claudio Sinatti, Luca Trevisani, Cesare Viel, Sara Zioni.
E mentre gli atti venivano messi in scena sulla strada, in trattoria la polenta finiva.
C'erano tutti: quelli che hanno riso, quelli che hanno pianto, quelli che hanno mangiato, quelli che si erano appena svegliati, gli innamorati, gli abbronzati, quelli a cui non è piaciuto, quelli che leggono, quelli che ne hanno scritto e persino chi non c'era. 

Trattoria Il Carpaccio Via Lazzaro Palazzi 19 - 20124 Milano MM Porta Venezia Tel. 02-29405982.


02 October, 2012

27 September, 2012

Fossili digitali vs Amnesia digitale


Da un po’ di tempo penso alla memoria con la M maiuscola, la memoria storica. Attraverso i graffiti e le pitture sulle pareti delle caverne sono giunte fino a noi le tracce di uomini che hanno vissuto 30-40.000 anni fa. Nell’era dell’informazione, accantonata la carta, si è presa la responsabilità di salvaguardare la memoria del nostro passato la cosiddetta memoria virtuale, che per lo più viaggia su internet. Di recente però diverse notizie mi fanno riflettere su aspetti ambivalenti della rete. Da un lato la sua fragilità e dall’altro la sua potenza.
A proposito di passato ad es, ieri si è scatenato l’inferno alla notizia che facebook aveva reso pubblici alcuni messaggi “privati” relativi agli anni 2006-2009. Non immune dal panico che si era creato, ho subito controllato, ritrovando, in effetti, messaggi sconnessi di amici, totalmente decontestualizzati. Cos’era successo? In pochi ricordano che facebook quattro anni fa non dava la possibilità di commentare i post. Quello che oggi ci appare come una conversazione non esisteva. Senza commenti, le persone avevano conversazioni scambiandosi post sulle rispettive bacheche. Ecco perché, con timeline, appaiono oggi questa sorta di chat sconnesse: cioè non si visualizza in un unico contesto il “botta e risposta”, ma solo la botta. Per leggere la risposta dovresti andare sul diario dell’altro utente.
Sebbene non si sia trattato di un vero e proprio bug, il problema delle tracce lasciate del proprio passato virtuale esiste comunque: non so, infatti, quanta cura prestassimo allora alla privacy dei nostri post, sapendo che il capo e la collega antipatica non erano ancora iscritti a FB. Ma oggi si può leggere tutto. E la cosa grave è che una volta postati i commenti sulla bacheca di altri, ne abbiamo perso il controllo. Infatti è solo sulla nostra bacheca che possiamo decidere cosa nascondere, ma non abbiamo scelta sulle bacheche altrui, nonostante si goda del diritto d’autore di certe turpitudini.Bufala o meno, quello che mi ha interessato è stato proprio il subbuglio che ha creato questa notizia tirando fuori i famosi scheletri del passato.
Il punto è che ci piacerebbe gestire le tracce virtuali che molliamo qua è la sulla rete, a volte con qualche problema di incontinenza. Abbiamo capito che non possiamo controllare tutto ammantando il nostro passato di zucchero filato.

A dispetto di ciò che rimane c’è anche qualcosa che si cancella. e, in alcuni casi, forse è un peccato che si cancelli. In un momento in cui il Web contribuisce non solo a scrivere la storia, ma anche a conservarne la memoria due ricercatori universitari di Norfolk (Virginia, USA)  hanno trovato una pecca che ha gravi implicazioni su quello che noi riteniamo essere il nostro nuovo contenitore di memoria storica: alcune/molte notizie vengono regolarmente rimpiazzate da quelle nuove facendo così sparire piccoli pezzi della nostra storia. I due ricercatori (Losing My Revolution: How Many Resources Shared on Social Media Have Been Lost? Hany M. SalahEldeen, Michael L. Nelson) hanno studiato quante delle risorse condivise dai social media restano disponibili sul web o nei suoi archivi; per farlo hanno seguito le tracce di una serie di link scoprendo che un numero importante di questi, dopo qualche tempo, svanisce semplicemente nel nulla.
 In particolare, l’attenzione è caduta sui tweet legati ad alcuni eventi storici significativi degli ultimi 3 anni. Hanno scoperto che, per esempio, il 30% della storia della rivolta egiziana, partita, esplosa e documentata dai social network, è già sparita. Lo stesso processo colpisce le notizie relative ad altri eventi culturalmente significativi. I numeri sono sorprendenti. Entro il primo anno scompare in media l’11% dei contenuti (e il 20% viene archiviato) e dopo 2 anni e mezzo il 27% (e il 41 viene archiviato).
In altre parole, il mondo perde ogni giorno piccole porzioni (0.02%) di storia narrata dagli attuali mezzi di comunicazione sociale, per cause banali tipo la chiusura o lo spostamento di un blog. E così, se la carta aveva migliorato enormemente la tradizione orale, sembra che l’effimero web ci stia facendo regredire. Bisogna rassegnarci al fatto che conservare tutto è impossibile e che la nostra storia è soggetta a una progressiva amnesia digitale.

Esistono progetti che ci raccordano nuovamente all’altra faccia della medaglia della documentazione e della conservazione della memoria storica attraverso la digitalizzazione e l’archiviazione sula rete. Ad esempio i progetti fotografici Zaijietou e Lost and found.
Zaijietou , letteralmente “sulla strada”, è un blog cinese di street photography che trovo particolarmente interessante dal punto di vista della sociologia visuale. Quest’estate, come ho già scritto in un post precedente, sono stata a Pechino e, malgrado solitamente non ami ritrarre le persone, anche io ho sentito il particolare bisogno di riprendere una società che, sottoposta come poche a così rapide trasformazioni, non sarà mai più la stessa ed ad un certo punto probabilmente sentirà la necessità di voltarsi indietro e chiedersi “come eravamo?”.

Lost and Found 3/11 è invece un progetto ospitato in questi giorni, in occasione dell’XI edizione di Festival Internazionale di Roma FotoGrafia, dal MACRO Testaccio, (fino al 10 ottobre 2012).
 Il progetto, concepito dal fotografo Munemasa Takahashi, e voluto  da Kazuto Hoshi, un cittadino di Yamamoto, presenta l’opera di ricostruzione di un pezzo di identità di quei giapponesi che hanno subito la catastrofe dello Tzunami l’11 marzo 2011. Un pezzo di identità che probabilmente sarebbe andata perduta se i ricercatori della Japan Society for Socio-Information Studies non si fossero letteralmente presi cura delle migliaia di fotografie private e degli album di famiglia recuperati dalle macerie e confluiti casualmente nella palestra di una scuola nella regione del Tōhoku.
Le foto sono state asciugate, ripulite, digitalizzate e, dove possibile, restituite ai proprietari e alla collettività. Probabilmente uno 0.02% di storia salvato dall’amnesia digitale.

26 September, 2012

Persone a Milano











Corri l’autobus è arrivato.
Il gomito alzato
con la brioche in mano.
La guancia destra

gonfia come un criceto.
Fanciulla graziosa con la tua lunga coda.
A seguire, tu spingi,
in piedi sui pedali.
Il pantalone scende e
la riga del sedere ci regali.

24 September, 2012

Burial- Ashtray Wasp

Questa muzik è davvero stellare. Robba niente male!





from Kindred EP, 2012

Chiodini che stentano a tramontare

A giudicare dalle code alle macchinette del caffe', devono essere ricominciati i corsi in università. La pioggia ha ufficialmente decretato la chiusura della stagione estiva e con questa si chiude anche la settimana della moda. "Fa che tramonti presto anche la stagione della borchia". D'accordo che se non ti piace lo puoi borchiare, ma francamente è almeno dal 2008 che ci sono in giro all star e boots borchiati. Anche nelle anticipazioni per la prossima estate 2013 ci ripropongono la stessa tiritera.
Nelle foto la collezione Kerol D presentata il 21 settembre allo spazio San Marco a Milano. Interamente prodotta in Italia, con ottimi materiali e finiture, trovo più originali i mocassini unisex con la croce glitter.
Odetta



Dominique



Medusa



Estelle

21 September, 2012

Pistolettate

Stile, lovvo lovvo img_0869

Persone a Milano

Allo scattare del semaforo verde si accinge ad attraversare di buona lena con il suo impermeabile verdolino , maniche a 3/4 reverse multiriga e multicolore. Camminava tanto curva che il sole, con l'uso, l'aveva sbiadito proprio sulla sua gobba.


20 September, 2012

My eyes on Beijing


Ho passato un mese intero a Pechino quest’estate. La Cina è grande quasi come tutta l'Europa quindi sarebbe stato stupido, per come concepisco io i viaggi, vedersela a macchia di leopardo, in modo superficiale.
Avevo due obbiettivi, fermarmi in città abbastanza a lungo da arrivare a conoscere tutte le sue strade e imparare la lingua cinese. Obiettivi raggiunti:  zero.
E’ una città sconfinata e sebbene con una rete metropolitana che noi ci sogniamo gli spostamenti ti ammazzano. Altrettanto stancanti  sono le lezioni di cinese. Si comincia con una trentina di vocaboli nuovi, ideogrammi, Hanyu Pinyin e traduzione in inglese. Si ripetono in coro per diverse volte. Ma non sono mai abbastanza per impararne così tanti in pochi minuti. Poi, magicamente, dalla slide scompaiono traduzione e Pinyin (il sistema ufficiale per trascrivere i caratteri cinesi in caratteri latini) e il docente inizia l’interrogazione indicando, con la mano a lama di coltello, un carattere alla lavagna e pronunciando il tuo nome cinese: Yali!. Aiuto, mi volto nervosamente verso l’orologio e spero che la campanella della pausa suoni presto!
Così, dopo una prima settimana di ore pomeridiane passate a fare con dedizione esercizi di calligrafia, ho realizzato che non stavo imparando un granché e che, la fuori dal campus, c’era tutto un mondo da scoprire. Chi ha visitato Pechino o l’ha amata o detestata e nei racconti possono emergere impressioni totalmente discordanti al punto di pensare che si stia parlando di due città differenti. Certo è che non si può dare un giudizio negativo solo perché hanno l’usanza di scaracchiare qua e la. Anche per gli scaracchi, che hanno loro perchè, Io l’ho amata. e' così antica e così moderna, così accogliente e così respingente, così ricca e così povera, così verde e così inquinata. Così pigra e così laboriosa. Così stupefacente. E c'è quell'energia nell'aria che forse solo noi possiamo percepire, perchè ormai non siamo più abituati al cambiamento.
Pur senza un progetto preciso l’ho ritratta sotto i vari aspetti della sua vita quotidiana. Generalmente non amo riprendere le persone ma l’ho fatto. Sto ordinando le foto per argomenti le trovate qui.
 
#GIOCO#

29 March, 2012

Sfogo

Lavorare per l'università italiana è sconfortante.
Ho partecipato alla selezione per frequentare un corso che potrebbe servirmi al lavoro.

Sono stata ammessa ottenendo una buona posizione nella graduatoria .
Mi sono autonomamente sbattuta per cercare uno sponsor che mi pagasse l'iscrizione.
L'ho trovato.
Risultato: non posso iscrivermi perchè essendo io della statale ed essendo il corso organizzato dalla statale non esiste che la statale paghi se stessa per l'iscrizione.
Quindi chiedo: ma allora non dovreste farmelo frequentare gratuitamente? ehh no!!!
Ma nel resto del mondo ti pagano per farti fare dei corsi di aggiornamento!!???
e poi perchè anche l'ultimo cane sulla terra nel privato viene dotato di auto aziendale, telefonino, premi di produzione (anche se non produce una mazza) e quant'altro?
Ecco, quando parlate dei privilegi del "lavorare nel pubblico" lavatevi la bocca.

19 March, 2012

Arrapati da deformazioni, esperimenti genetici e dismorfismo

Gli arrapati da deformazioni, esperimenti genetici e  dismorfismo dovrebbero vedere le sculture di Kate Clark. Si chiamano Manimal.
In questo momento sono esposte a Nashville al Frist Center for the Visual Arts per la mostra Fairy Tales, Monsters, and the Genetic Imagination fino a fine maggio, poi le creature gireranno qua e la per il Canada. Per chi non proprio di strada, può vederne qualcuna sul sito dell'artista


http://www.kateclark.com/sculpture012.html

Please note: Works in this exhibition address mature themes not suitable for all audiences

08 March, 2012

I simboli dello sviluppo interrotto


Dolores Point Five [blog di Grazia], consiglia di andare a vedere YOUNG ADULT, riportando una citazione dell'attriciona protagonista, Charlize Theron, che dice, a proposito della maglietta di Hello Kitty indossata dal suo personaggio, «se una donna della mia età esce di casa conciata in quel modo, è una deficiente».

Quindi oggi mi sento autorizzata a dire che stamattina ho visto un deficiente. In giacca, cravatta, cappottino blu e iPhone che si apprestava alla sua telefonata di routine, usando questa cornetta:
possiamo metterla nell’elenco dei simboli dello “sviluppo interrotto”?
Potete contribuire alla lista.

05 March, 2012

Drag-queen e Faux queen


Ci sono i corsi per diventare una perfetta Drag-queen o una Faux queen (una drag intrappolata in un corpo di donna, come la definisce wikipedia).
Ci sarà anche il saggio di fine anno, con l'anteprima nazionale de IL GIARDINO DELLE CILIEGIE  al Teatro Ringhiera, Milano 18-19-20 maggio 2012, (ore 20.45).
Una mia amica ha intervistato l'ide_attore,  Gianluca di Lauro qui:
Drag-queen e Faux queen

02 March, 2012

The butterfly-heeled shoe




 
Last week Alberto Guardiani celebrated the new "Flutterby" shoe at the concept store Corso Como 10, in Milan. Turning on a vintage record player the butterfly-heeled pumps were designed by Lady San Pedro, a 28 philippine who works in advertising as copywriter. The Flutterby Shoe will be part of the Alberto Guardiani 's Autumn/Winter 2012 line.
Find out more about 

27 February, 2012

Poi non dite che non ve lo avevo detto

La storica Sala Venezia di Milano è una balera anni Settanta che promette di diventare il nuovo luogo di cult_o. Trovarla non è facile. Si tratta di roba underground, davvero. Scendendo le scale del civico 2 di via Cadamosto, si percorre un luuuungo corridoio. Seguiamo i cartelli "NANIMAZIONE", che promettono bene. Superiamo la sala da biliardo, e si arriva al bar. Decisamente understatement. La ball room è sulla sinistra. Cena a menu fisso 20 euro: Antipasto di nervetti, 2 primi, un secondo, dolce, acqua e bottiglione di barbera compresi. Si beve pesante. Ogni domenica c'è la serata Boogie Woogie e c'è il pienone. Stoni se non sai ballare il liscio, ma trovi qualche pensionato subito disposto a darti lezioni di ballo. Personaggi notevoli. La mia preferita era quella tizia in Culottes rosa con tatoos stile galera. Il burlesque a lei si è ispirato. Tse'! I più sfigati sono quelli "della moda". Dai sbrigatevi se volete fare una ricerca di etnologia del lissio perchè da domani s. Venezia fa il botto. Volutamente Unchic.